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Scoperto il buco nero più vicino alla Terra: le sue stelle "compagne" visibili a occhio nudo!

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Un team dell'ESO ha individuato il buco nero più vicino al Sistema Solare: fa parte di un sistema triplo insieme a due stelle visibili ad occhio nudo. Un'elaborazione artistica mostra le tre orbite degli oggetti del sistema HR 6819: la famiglia celeste è formata da una coppia binaria stella-buco nero e da una terza stella con un'orbita esterna più ampia. Gli astronomi dell'ESO hanno scoperto il buco nero più vicino al Sistema Solare mai trovato finora, ad  appena  un migliaio di anni luce dalla Terra. L'oggetto celeste perfettamente scuro e silenzioso è nascosto in un sistema triplo chiamato HR 6819, insieme a due stelle che sono visibili ad occhio nudo. I ricercatori hanno dedotto la presenza del buco nero studiando le orbite delle stelle compagne con il telescopio MPG/ESO dell'osservatorio di La Silla, in Cile. Le caratteristiche del buco nero fanno pensare che molti altri oggetti simili potrebbero trovarsi - perfettamente mimetizzati - nel no...

Chandrayaan-2: l'India va sulla Luna

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L'India manda sulla Luna, nella regione del polo sud, Chandrayaan-2: una sonda, una stazione base e un piccolo rover. Il lanciatore indiano GSLV Mk.3 sulla rampa di lancio ( per ingrandire l'immagine ). In partenza nelle prime ore del 15 luglio (in Italia sarà ancora la notte del 14), la missione Chandrayaa-2 arriverà attorno alla Luna a settembre, con un orbiter (Chandrayaa-2), un lander (Vikram) e un rover (Pragyan). È pronta per il suo viaggio verso la Luna  la sonda indiana Chandrayaan-2 , che il 14 luglio, alle 23:21 ora italiana, sarà lanciata grazie al più potente razzo indiano, l'GSLV Mk.3 (Geosynchronous Satellite Launch Vehicle Mk.3), per raggiungere tra circa due mesi il nostro satellite, dopo una lunga serie di orbite attorno alla Terra. «La missione consiste di tre componenti: un orbiter, ossia la sonda che rimarrà in orbita attorno alla Luna, un lander - il modulo per l'atterraggio - del peso di 1,4 tonnellate, e un rover che pesa solo 27 chi...

Il banchetto del buco nero con la stella di neutroni

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Un treno di onde gravitazionali rilevate da Virgo e LIGO "mostra" una stella di neutroni catturata e dilaniata dalla forza di gravità di un buco nero. Simulazione: un buco nero cattura una stella di neutroni. Poche settimane dopo la riaccensione dei  rilevatori di onde gravitazionali   Virgo  e  LIGO , e pochi giorni dopo la rilevazione di un treno di onde gravitazionali che hanno colto (per la seconda volta) un evento di fusione di due stelle di neutroni, ecco l'annuncio di un ulteriore treno di onde gravitazionali che indicherebbe,  e sarebbe una "prima volta" , la cattura di una stella di neutroni da parte di un buco nero. Le onde gravitazionali spiegate bene (anche a fumetti) e come funzionano Virgo e LIGO Il tutto è avvenuto lo scorso 26 aprile alle 17:22 ora italiana, quando i due rilevatori, uno negli Stati Uniti e l'altro in Italia, hanno registrato l'evento ( il lavoro è descritto su Nature ). Non appena dato l'an...

La storia delle tute spaziali della Nasa e delle loro misure "imperfette"

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Le Extravehicular Mobility Unit (EMU) furono pensate per adattarsi al maggior numero possibile di forme del corpo, per lo più non femminili: sono l'eredità di un'epoca in cui le donne astronaute erano un'eccezione. Ma la penuria di tute ha ripercussioni su entrambi i generi. Anne McClain assiste i colleghi Christina Koch (a sinistra) e Nick Hague in un momento di verifica delle tute spaziali. La  cancellazione della prima EVA (attività extraveicolare) tutta al femminile  - per un cambio di programma dovuto alla non immediata disponibilità di due  busti  di tute spaziali di taglia medium, ha sollevato un polverone di commenti e sarcasmo: possibile che l'agenzia spaziale americana riesca a vestire due uomini per una attività extraveicolare, ma non due donne? Per capire meglio che cosa è accaduto, è interessante ripercorrere la storia delle tute spaziali della Nasa, come fa un bell'articolo pubblicato sull' Atlantic . Tuffiamoci allora negli ann...

Luna: la curiosa storia della prima impronta

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L'orma del primo passo del primo uomo sulla Luna non è stata fotografata: quella nella famosa foto è di Aldrin. Ecco com'è andata e perché non vogliamo ricordarcelo. La prima impronta del primo uomo sulla Luna? No. L'immagine più evocativa che abbiamo sulla conquista umana della Luna è la foto di un'impronta, ma  non è la prima impronta , e non è neppure quella del primo uomo che ha calpestato quel suolo lontano e polveroso, Neil Armstrong. È invece una delle impronte del "secondo", Buzz Aldrin, "solo" secondo sulla Luna, come si legge in questa  pagina della Nasa  datata luglio 2013 e aggiornata nell'agosto 2017. Una foto celebre: Buzz Aldrin, con Neil Armstrong riflesso sulla visiera di Aldrin.  | NASA Dopo essere sbarcato dal LEM e aver pronunciato la celebre frase del piccolo passo ( che la storia vuole ispirata da una mossa a Risiko ), Armstrong ci regalò  la prima foto dalla Luna e poi molte altre anco...

La nostra nuova rappresentazione della Via Lattea

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Lo studio di un particolare tipo di stelle ha permesso di ridefinire con precisione la forma della nostra galassia, che alla periferia appare contorta, a forma di "esse", non piatta come si credeva. La Via Lattea (la Galassia, che scriviamo con la "G" maiuscola perché è la nostra galassia) non ha un profilo regolare, a disco, come si è sempre creduto. Nell'immaginario collettivo la galassia che ci ospita, la  Via Lattea , è vista come una specie di disco abbastanza regolare e piuttosto piatto (per quanto, un migliaio di anni luce di spessore non siano proprio "piatto"), composto da qualcosa come 200-300 miliardi di stelle (ed è solamente una stima), con un rigonfiamento al nucleo, attorno al quale ruota tutto il resto (alla velocità stimata di 828.000 km/h: la regione del Sistema Solare fa un giro completo in circa 230 milioni di anni). Se però verrà confermata l'ipotesi avanzata dagli astronomi dell'Accademia cinese delle S...

La lentezza della velocità della luce

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3 animazioni mostrano quanto la velocità della luce, rapportata all'immensità dello spazio, sia tediosamente lenta. Quanto impiega la luce per spostarsi nello spazio? Uno scienziato della Nasa ha realizzato queste animazioni per farci vedere come deve cambiare la percezione della dimensione umana guardando alle dimensioni del Cosmo, e senza neppure andare troppo lontano: mostrando in quanto tempo un raggio di luce percorre la circonferenza della Terra, la distanza Terra-Luna e la distanza Terra-Marte. Ecco i tempi di percorrenza viaggiando a 299.792 km al secondo, ovvero la  velocità massima possibile . 1. ATTORNO ALLA TERRA: Viaggiare a velocità-luce sulla Terra sarebbe forse troppo: in un secondo la luce fa  il giro dell'equatore 7 volte e mezzo , neppure il tempo di pensare a dove andare che siete già arrivati. Altro che gli 80 giorni di Giulio Verne, mentre i moderni  aerei supersonici  impiegano diverse ore per fare un giro attorno al p...