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Il banchetto del buco nero con la stella di neutroni

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Un treno di onde gravitazionali rilevate da Virgo e LIGO "mostra" una stella di neutroni catturata e dilaniata dalla forza di gravità di un buco nero. Simulazione: un buco nero cattura una stella di neutroni. Poche settimane dopo la riaccensione dei  rilevatori di onde gravitazionali   Virgo  e  LIGO , e pochi giorni dopo la rilevazione di un treno di onde gravitazionali che hanno colto (per la seconda volta) un evento di fusione di due stelle di neutroni, ecco l'annuncio di un ulteriore treno di onde gravitazionali che indicherebbe,  e sarebbe una "prima volta" , la cattura di una stella di neutroni da parte di un buco nero. Le onde gravitazionali spiegate bene (anche a fumetti) e come funzionano Virgo e LIGO Il tutto è avvenuto lo scorso 26 aprile alle 17:22 ora italiana, quando i due rilevatori, uno negli Stati Uniti e l'altro in Italia, hanno registrato l'evento ( il lavoro è descritto su Nature ). Non appena dato l'an...

La storia delle tute spaziali della Nasa e delle loro misure "imperfette"

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Le Extravehicular Mobility Unit (EMU) furono pensate per adattarsi al maggior numero possibile di forme del corpo, per lo più non femminili: sono l'eredità di un'epoca in cui le donne astronaute erano un'eccezione. Ma la penuria di tute ha ripercussioni su entrambi i generi. Anne McClain assiste i colleghi Christina Koch (a sinistra) e Nick Hague in un momento di verifica delle tute spaziali. La  cancellazione della prima EVA (attività extraveicolare) tutta al femminile  - per un cambio di programma dovuto alla non immediata disponibilità di due  busti  di tute spaziali di taglia medium, ha sollevato un polverone di commenti e sarcasmo: possibile che l'agenzia spaziale americana riesca a vestire due uomini per una attività extraveicolare, ma non due donne? Per capire meglio che cosa è accaduto, è interessante ripercorrere la storia delle tute spaziali della Nasa, come fa un bell'articolo pubblicato sull' Atlantic . Tuffiamoci allora negli ann...

Luna: la curiosa storia della prima impronta

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L'orma del primo passo del primo uomo sulla Luna non è stata fotografata: quella nella famosa foto è di Aldrin. Ecco com'è andata e perché non vogliamo ricordarcelo. La prima impronta del primo uomo sulla Luna? No. L'immagine più evocativa che abbiamo sulla conquista umana della Luna è la foto di un'impronta, ma  non è la prima impronta , e non è neppure quella del primo uomo che ha calpestato quel suolo lontano e polveroso, Neil Armstrong. È invece una delle impronte del "secondo", Buzz Aldrin, "solo" secondo sulla Luna, come si legge in questa  pagina della Nasa  datata luglio 2013 e aggiornata nell'agosto 2017. Una foto celebre: Buzz Aldrin, con Neil Armstrong riflesso sulla visiera di Aldrin.  | NASA Dopo essere sbarcato dal LEM e aver pronunciato la celebre frase del piccolo passo ( che la storia vuole ispirata da una mossa a Risiko ), Armstrong ci regalò  la prima foto dalla Luna e poi molte altre anco...

La nostra nuova rappresentazione della Via Lattea

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Lo studio di un particolare tipo di stelle ha permesso di ridefinire con precisione la forma della nostra galassia, che alla periferia appare contorta, a forma di "esse", non piatta come si credeva. La Via Lattea (la Galassia, che scriviamo con la "G" maiuscola perché è la nostra galassia) non ha un profilo regolare, a disco, come si è sempre creduto. Nell'immaginario collettivo la galassia che ci ospita, la  Via Lattea , è vista come una specie di disco abbastanza regolare e piuttosto piatto (per quanto, un migliaio di anni luce di spessore non siano proprio "piatto"), composto da qualcosa come 200-300 miliardi di stelle (ed è solamente una stima), con un rigonfiamento al nucleo, attorno al quale ruota tutto il resto (alla velocità stimata di 828.000 km/h: la regione del Sistema Solare fa un giro completo in circa 230 milioni di anni). Se però verrà confermata l'ipotesi avanzata dagli astronomi dell'Accademia cinese delle S...

La lentezza della velocità della luce

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3 animazioni mostrano quanto la velocità della luce, rapportata all'immensità dello spazio, sia tediosamente lenta. Quanto impiega la luce per spostarsi nello spazio? Uno scienziato della Nasa ha realizzato queste animazioni per farci vedere come deve cambiare la percezione della dimensione umana guardando alle dimensioni del Cosmo, e senza neppure andare troppo lontano: mostrando in quanto tempo un raggio di luce percorre la circonferenza della Terra, la distanza Terra-Luna e la distanza Terra-Marte. Ecco i tempi di percorrenza viaggiando a 299.792 km al secondo, ovvero la  velocità massima possibile . 1. ATTORNO ALLA TERRA: Viaggiare a velocità-luce sulla Terra sarebbe forse troppo: in un secondo la luce fa  il giro dell'equatore 7 volte e mezzo , neppure il tempo di pensare a dove andare che siete già arrivati. Altro che gli 80 giorni di Giulio Verne, mentre i moderni  aerei supersonici  impiegano diverse ore per fare un giro attorno al p...

Una meteora ha dato spettacolo durante l'ultima eclissi di Luna

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Qualche giorno fa, durante l'eclissi, la Luna si è presa la scena. Ma in quegli istanti è avvenuto anche un altro fenomeno suggestivo, di cui praticamente nessuno si è accorto. Nel circoletto azzurro il bagliore della meteora che ha impattato la Luna durante l'eclissi in una ripresa pubblicata dall'Osservatorio Griffith di Los Angeles (Stati Uniti). Milioni di persone hanno assistito all' eclissi totale di Luna che si è verificata la mattina di lunedì 21 gennaio  (tra le 05,30 e le 06,30 circa in Italia). Complice anche il tempo sereno, e malgrado l'ora mattutina, in molti hanno godere dello spettacolo suggestivo prodotto dalla classica “Luna rossa”. NEL FRATTEMPO UNA METEORA...  Ma la maggior parte degli spettatori non si è accorta, non avrebbe potuto, che in quegli istanti è avvenuto un evento nell'evento: alle 04:41 UTC (il tempo coordinato universale, che in sostanza coincide con l'ora di Greenwich) e cioè alle 05:41 italiane, su un l...

Finalmente sappiamo quanto dura un giorno su Saturno

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Grazie ai dati inviati dalla sonda Cassini, gli astronomi sono riusciti finalmente a risolvere un annoso mistero: il calcolo della durata (precisa!) del giorno su Saturno. Ma perché è stato tanto complicato? E' stato grazie a quel che succede sugli anelli di Saturno che si è riusciti a capire la velocità di rotazione del pianeta Forse potrà suonare strana l'idea che non si conoscano ancora con precisione alcuni parametri fondamentali di pianeti del Sistema solare. Eppure è proprio così. Un esempio è la  durata del giorno di Saturno.  O forse sarebbe ormai il tempo di dire  era , visto che, grazie ai dati forniti della sonda spaziale Cassini della Nasa e dell’ESA, siamo finalmente riusciti a trovare una risposta al quesito (e lo  studio è stato pubblicato su Astrophysical Journal ). Su Saturno, questo è ora assodato, il giorno dura:  10 ore, 33 minuti e 38 secondi . Ma da dove nasce la difficoltà incontrata prima di riuscire nell'impr...